MUSEO ANTONIO LIGABUE
Palazzo Bentivoglio, Gualtieri

15 maggio / 14 novembre 2021

Ligabue. La figura ritrovata

11 artisti contemporanei a confronto

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La Fondazione Museo Antonio Ligabue riparte da Antonio Ligabue, presentando a Palazzo Bentivoglio, dal 15 maggio al 14 novembre 2021, un nuovo corpus di opere dellโ€™artista, scelte da Francesco Negri.

Curata da Nadia Stefanel e Matteo Galbiati, la mostra Ligabue, la figura ritrovata. 11 artisti contemporanei a confronto, propone un inedito dialogo tra il segno di Antonio Ligabue e quello di undici artisti contemporanei che operano, prevalentemente, in ambito figurativo: Evita Anduฬ€jar, Mirko Baricchi, Elisa Bertaglia, Marco Grassi, Fabio Lombardi, Juan Eugenio Ochoa, Michele Parisi, Ettore Pinelli, Maurizio Pometti, Giorgio Tentolini e Marika Vicari.

Agli artisti invitati, i curatori hanno chiesto di porsi in dialogo con le opere di Antonio Ligabue selezionate per lโ€™esposizione, testimonianza di un percorso in cui la figura, in una prima fase caratterizzata da una precisa connotazione, viene successivamente sottoposta ad una estrema sintesi, fino a dissolversi nel colore.

Ripercorrendo le sensazioni e le emozioni suscitate dalle opere e dallโ€™espressivitaฬ€ di Ligabue, per la prima volta il Salone dei Giganti accoglie un peculiare dialogo tra il maestro di Gualtieri e undici artisti contemporanei in un inedito confronto di reciprocitaฬ€ e convergenze che testimoniano come, anche nellโ€™attualitaฬ€ dei linguaggi dellโ€™oggi, sia presente un simile spirito trascendente e una pari centralitaฬ€ di riflessione posta sullโ€™uomo, il suo sentire ed essere nel mondo.

ยซIl progetto nasce dallโ€™incontro fra Antonio Ligabue e undici artisti contemporanei. Fra un artista, che ha unito Arte e vita in modo cosiฬ€ stretto da districarne difficilmente la giunzione, che ha realizzato opere sempre sul filo dellโ€™immaginazione e con la sola necessitaฬ€ di dipingere per esistere, e la contemporaneitaฬ€ dellโ€™arte di oggi.
Chi lo vide dipingere rimase fortemente colpito dalla libertaฬ€ e sicurezza di esecuzione senza pentimenti o titubanze, un modus operandi istintivamente guidato da una ricca fantasia visionaria, che lo portava alla immediata realizzazione figurativa, senza abbozzi preliminari. Ligabue possedeva la sapienza di modulare il colore per ricreare quelle forme appartenenti ad un viaggio nomade e in solitaria, il suo, ma guardava anche alla natura con ammirazione sincera e sguardo limpido, per trovare alla fine un riparo dagli attacchi del mondo nella bellezza minuziosa dei dettagli dei suoi animali, nei manti delle sue fiere, nei piumaggi impalpabili dei rapaci, nelle forme descritte anatomicamente dal coloreยป

Nadia Stefanel

ยซLa scelta di questi artisti guarda alla specificitaฬ€ delle loro ricerche che, senza condizionamenti o scelte dโ€™occasione, hanno sempre posto lโ€™essenza della loro visione proprio sullโ€™animo come centro di valore per le loro esperienze estetiche. Il tema e il concetto di figura rappresentata eฬ€ il mezzo per oltrepassare lโ€™immediatezza del resoconto visibile e lasciar affiorare la tensione e la passionalitaฬ€ di immagini che trasfigurano esperienze comuni e condivise.
Il loro linguaggio consacra la potenza dellโ€™immaginazione che sa guidare lo sguardo di ogni osservatore ben oltre la singolaritaฬ€ del racconto specifico e rende ciascuna opera una soglia spalancata sulla sinceritaฬ€ del pathos umano. In questo senso Ligabue non rivive in loro, non eฬ€ spunto per una โ€œricopiaturaโ€, ma in loro prosegue lโ€™ideale di coinvolgimento dellโ€™altro, la connessione della realtaฬ€ con un altrove denso di mistero e di tutta la sua trepidante speranzaยป

Matteo Galbiati

In esposizione

La mostra comprende 16 dipinti di Antonio Ligabue, molti dei quali non esposti negli ultimi anni, che Francesco Negri ha personalmente selezionato e studiato, ed una trentina di opere realizzate dagli artisti invitati, la maggior parte delle quali inedite.

Il percorso espositivo si articola in due sezioni: la prima si sviluppa intorno allโ€™energia epidermica, carnale e fisica del colore e del suo realizzarsi attraverso il farsi concreto nella pittura; la seconda pone lโ€™accento sul potere trasfigurante dellโ€™arte, che coglie lโ€™immagine nellโ€™istante in cui diventa memoria, sogno, miracolo, apparizione, fissandola prima di una sua inesorabile sparizione.

Tra concretezza e levitaฬ€, il racconto di questa mostra ripropone non solo lโ€™aspetto piuฬ€ iconico di Ligabue, ma ne vuole anche ripercorrere lโ€™umanitaฬ€ dirompente e sensibile, capace di ritrovare nella sua spontaneitaฬ€ la lungimiranza di un sentire ben piuฬ€ profondo di quanto emerge da una superficiale apparenza. Attraverso gli undici artisti presenti si propone un altro modo per leggere la โ€œfiguraโ€ โ€“ dellโ€™uomo e del suo ambiente โ€“ che, accompagnandosi alla semplicitaฬ€ vera di Ligabue, sa riconciliare il nostro sguardo con presenze che sanno ritrovare se stesse e il proprio essere al di laฬ€ del tempo.

In collaborazione con

Nel corso della mostra saraฬ€ pubblicato un catalogo con i testi dei curatori ed un ricco apparato iconografico. I pannelli esplicativi che accompagnano la visita dello spettatore, introducendo le ricerche degli artisti contemporanei, cosiฬ€ come le schede presenti nel catalogo, sono realizzati dalle studentesse del corso di โ€œDidattica dei Linguaggi Artisticiโ€ (prof. Matteo Galbiati) dellโ€™Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia.