MUSEO ANTONIO LIGABUE
Palazzo Bentivoglio, Gualtieri

Incompreso. La vita di Antonio Ligabue attraverso le sue opere

A seguito dell’entrata in vigore del nuovo Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio (4/12/2020), le cui disposizioni saranno valide sino al 15 gennaio 2021, la Fondazione Museo Antonio Ligabue comunica la chiusura anticipata della mostra Incompreso. La vita di Antonio Ligabue attraverso le sue opere, che avrebbe dovuto concludersi il 13 dicembre.

La Fondazione ringrazia i tantissimi visitatori di questi mesi e dà appuntamento alla primavera 2021. Per rivivere le emozioni della mostra e restare aggiornati sulle prossime novità, invitiamo a seguire i nostri profili Facebook e Instagram.

In esposizione

Il percorso della mostra, a cura di Sergio e Francesco Negri, comprende 22 dipinti, alcuni bronzi ed un calco in terracotta. Le opere, tutte provenienti da collezioni private, sono esposte in ordine cronologico, con suddivisione in periodi, per consentire al visitatore di osservare l’evoluzione dello stile, della tecnica, ma anche dei temi che cambiano con il passare del tempo.

«L’opera di Antonio Ligabue può essere suddivisa in tre periodi. Nel primo periodo (1927-1939) i colori sono molto tenui e diluiti. Sono usuali i temi legati alla vita agreste e le scene con animali feroci in atteggiamenti non eccessivamente aggressivi; pochissimi gli autoritratti. Il secondo periodo (1939-1952) è segnato dalla scoperta della materia grassa e corposa e da una rifinitura analitica di tutta la rappresentazione. Il terzo periodo (1952-1962) è la fase più prolifica. Il segno diventa vigoroso e continuo, al punto da stagliare nettamente l’immagine rispetto al resto della scena. È densa in quest’ultimo periodo la produzione di autoritratti, diversificati a seconda degli stati d’animo vissuti al momento dell’esecuzione».

«Nel “Salone dei Giganti” sono presentati alcuni capolavori, come “Il serpentario” e “Aquila con volpe”, che ritraggono animali in movimento, “Castelli svizzeri”, che non veniva esposto a Gualtieri dagli anni Settanta, il celebre “Autoritratto con spaventapasseri” e “Diligenza con paesaggio”, un’opera inserita, così come altre presenti in mostra, nel film di Giorgio Diritti. Lo stesso regista aveva infatti raccontato a Francesco Negri, durante le riprese, di essere stato a Gualtieri nel 1975 e di essersi innamorato della ricerca di Ligabue dopo aver visto il dipinto intitolato “Diligenza con paesaggio”».

Incompreso. La vita di Antonio Ligabue attraverso le sue opere
Salone dei Giganti, Palazzo Bentivoglio – 2020 Fabio Fantini

Salone dei Giganti

Per accompagnare l’uscita nelle sale del film “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti, con la magistrale interpretazione di Elio Germano nei panni di Antonio Ligabue, premiata con l’Orso d’Argento alla Berlinale e con il Nastro dell’Anno 2020, l’esposizione è stata trasferita dalla Sala Giove al Salone dei Giganti, uno spazio di rappresentanza interamente affrescato, le cui dimensioni monumentali garantiranno l’accesso del pubblico in totale sicurezza.

Oltre le opere

Ad arricchire ulteriormente l’esposizione, la presenza di documenti sulla vita dell’artista, la proiezione del film documentario di Raffaele Andreassi del 1961 e diverse foto risalenti agli anni Cinquanta, scattate dal reporter Walter Breveglieri, che ritraggono Ligabue alle prese con la sua Moto Guzzi.